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Ghisallo. Cuore del ciclismo
Broché / 160 pages / édition de 2006
langue(s) : italien
éditeur : SEP
ISBN : 8887110972
EAN : 9788887110975
dimensions : 280 (h) x 210 (l) x 16 (ép) mm
poids : 898 grammes
DISPONIBLE
très bon état
haut du dos très légèrement abîmé
11,95 EUR
référence : 1006110
Tous les prix incluent la TVA
Quando passavo in bicicletta su questo magnifico colle, con la chiesetta della Madonna del Ghisallo che sembrava salutare noi corridori, mai avrei pensato che un giorno avremmo costruito un museo del ciclismo cosi importante e che io sarei stato in testa ad un gruppo di volenterosi amici collaboratori. La mia carriera si è svolta per gran parte accanto a tanti campioni di fama mondiale, dagli svizzeri Koblet e Kubler, ai belgi Ockers, Scotte e Van Steenbergen, ai francesi Bobet, Robic, Darrigade, ma il mio ricordo più vivo è quello con i due fuoriclasse nostrani, Bartali e Coppi. Credo che nella vita quotidiana, per alcuni di noi, l'importante sia saper valutare prima noi stessi e poi gli altri. Io l'ho fatto a quel tempo e ne sono soddisfatto. Riconoscere i propri mezzi fisici e tentare di capire gli altri non è facile, ma io posso dire di esserci riuscito.

Dico questo per arrivare ad una conclusione: dall'esterno, allora come adesso, viene da pensare che Magni sia stato molto sfortunato a correre in quel periodo, quasi un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. Io ribatto: forse senza di loro, grandi, avrei vinto di più, ma nella carriera di uno sportivo non sono soltanto i risultati che contano, le vittorie e i piazzamenti da podio, ma nell'insieme sono tanti altri i motivi e le soddisfazioni che possono coronare e rendere bella e positiva una carriera. Quindi, ecco perché dico di essere stato fortunato ad avere avversari di tale levatura. Infatti, quando riuscivo a mettere la ruota davanti alla loro, la mia soddisfazione personale era enorme, saliva alle stelle.

Ma chi sono stati Gino e Fausto? Due avversari, tecnicamente eccezionali. Ma anche due amici. Quelli vissuti con loro, sono ricordi incancellabili, dal Giro al Tour, dalla lotta per la maglia tricolore di campione italiano al Giro di Lombardia e alle grandi classiche. E non solo: al di là delle tante battaglie sulla strada, c'è stata anche quella per l'organizzazione dell'associazione corridori di cui, in seguito, sono stato per anni presidente. In questo particolare settore addio rivalità: il nostro accordo era eccezionale e abbiamo avuto frutti molto importanti a favore della nostra categoria. E tutti, nei confronti della Madonna del Ghisallo, abbiamo sempre avuto una venerazione particolare che ci ha portato a recarle in omaggio alcuni cimeli legati alle nostre piccole imprese in terra. Per questo mi sento emozionato e felice per essere riuscito a realizzare questo museo.
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